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30 aprile 2021

Meccanica, la formazione secondo Antonio Bruno: “Modellare i ragazzi e dare possibilità”

Categoria: #foriumdalcomune

Per trasmettere la passione ci vuole anche un docente che sappia come prendere i ragazzi e trasmettere loro le competenze necessarie. Antonio Bruno, 48 anni, di Fornacette (Pisa) e un insegnante di meccanica e di macchine utensili per il settore industriale ed è uno storico collaboratore dell’agenzia formativa Forium di Santa Croce sull’Arno per i corsi dedicati al settore. Con #foriumdalcomune siamo andati a scoprire cosa significa per un professionista calarsi nella realtà dei corsi professionali.

Quando è entrato in contatto con Forium?

Circa dieci anni fa, inizialmente l’agenzia mi contattava tramite terzi in progetti che svolgevano in partenariato, poi si rapporto si è consolidato. Mi occupo sia dei corsi per ragazzi drop out, dei triennali IeFP e della formazione per adulti disoccupati, tutte occasione per dare una seconda opportunità. Nell’ultimo caso, per esempio, ci sono persone della mia età le quali, perso il lavoro, provano a entrare in questo settore perché è ancora trainante nonostante la crisi.

Sono due pubblici completamente diversi giovani e adulti. Partiamo dai primi.

I ragazzini capiscono la grande opportunità che hanno in mano solo verso la fine, quando vedono di trovarsi ad apprendere qualcosa capace di cambiare la loro vita. Un ragazzo di 15 anni si può modellare durante il proprio percorso. Il ragazzo deve vedere un oggetto finito nella sua testa, essere in grado di trovare soluzioni ai problemi che si pongono, avere capacità di lavorare in gruppo. L’operaio che batte un pezzo di ferro non esiste più, il settore muta continuamente. Invento dei momenti di lavoro in team proprio per vedere chi ha capacità di leadership e quali sono i ruoli adatti a ognuno di loro.

Utilizzate a tal proposito i laboratori della Futura Lavorazioni Meccaniche. Cosa favorisce questo ambiente?

Qui si riesce a vedere chi ha delle capacità. A volte mi confronto con l’imprenditore Ivo Mancini e i suoi operai, spesso lui mi dice se un ragazzo gli piace e condividiamo spesso i giudizi.

Secondo lei Forium ha un valora aggiunto nei corsi per i più giovani?

Tra gli adulti sempre si parte in gruppo, tutti entrano subito nella parte. Con il ragazzo drop out devi lavorare sul carattere: la positività di Forium è che mette a disposizione degli psicologi capaci di diventare per loro una seconda famiglia perché li prendono nel modo giusto. Chi abbandona la scuola lo ha fatto perché non era per lui, te lo dimostra il fatto per cui ragazzi con nemmeno 18 anni portano avanti oggi macchinari importanti. Sono tutte persone che a scuola non riuscivano a starci e con aiuto di queste psicologhe entrano in sintonia con l’ambiente di lavoro. A volta basta una parola sola per indirizzare i ragazzi nella direzione giusta.

Cosa cambia nei corsi per adulti?

Tanti di loro purtroppo non sanno nemmeno cosa stanno cercando, magari si appassionano subito ed esplodono, molti poi si rendono conto che non lo possono fare quel tipo di lavoro. L’adulto se non è predisposto al settore è difficile riesca: non tutti possiamo fare i metalmeccanici, la materia non si impara in un giorno. Quando un adulto non è modellabile, è difficile entrare dentro.

Lei ha scelto di fare il formatore. Convinto di questa strada?

Si tratta di un settore che mi piace, se trovi le agenzie giuste ti diverti anche. Essendo un ingegnere non mi manca la possibilità di lavorare ma l’insegnamento ti prende. Con i drop out all’inizio ti arrabbi e ti sgoli, ma quando vedi che crescono e ti rispettano è sempre un obiettivo raggiunto, come il fatto di scolarizzarli e permettere loro di capire come il lavoro per esempio sia anche pericolo e quindi richiede attenzione al tema della sicurezza.