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29 febbraio 2020

Apprendistato in duale, Stefano Terreni: “Le aziende colgano l’opportunità”

Categoria: #foriumdalcomune

È uno degli elementi fondamentali per far conoscere il contratto di apprendistato in duale del progetto Promotion. Si tratta del consulente del lavoro Stefano Terreni di Santa Croce sull’Arno, esperto in materia e ospite fisso degli incontri organizzati per questa iniziativa, finanziata dalla Regione Toscana nell’ambito di Giovanisì e tramite le risorse del POR-FSE 2014-2020, di cui l’agenzia formativa Forium è partner del progetto. Lo abbiamo intervistato in occasione del secondo incontro informativo in programma a Pescia lo scorso 14 febbraio.

Quali sono i vantaggi del contratto di apprendistato in duale?

“I vantaggi sono molteplici. Per quanto riguarda le aziende sicuramente il costo del lavoro, ma guardando con una visione più ampia si capisce che dall’apprendistato duale i vantaggi possono nascere anche dal solo fatto di interagire con il mondo della scuola, che andrà così a formare figure professionali sempre più adatte al tessuto produttivo, in particolar modo del luogo dove si trovano. È importante che le aziende si facciano avanti e sfruttino questo strumento, per poter così arrivare a un sistema scolastico che vada a formare le figure professionali che servono. Non è solo un tema di convenienza economica, ma anche di riduzione dell’abbandono del sistema scolastico”.

Come sta lavorando, su questo fronte, il vostro Ordine?

“Il nostro Ordine ha firmato un’intesa regionale il 23 ottobre 2017 per diffondere lo strumento del duale tra i vari stakeholders, nel nostro caso le imprese e i colleghi. Faremo altri incontri, oltre a quelli del progetto Promotion, per far conoscere quanto più possibile questa opportunità tra gli operatori del mercato del lavoro. È aumentata la consapevolezza e gli eventi sono stati tanti. La Regione Toscana sta spingendo molto sulla diffusione di questo strumento. Permangono delle grosse criticità dal punto di vista di alcuni aspetti normativi che a volte frenano i colleghi nel consigliare l’azienda nella stipula di questo tipo di contratto. Per esempio parlo della modalità dell’indicazione della retribuzione, della proroga, problemi legati alla sicurezza del lavoro, insomma alcuni nodi da sciogliere su cui il legislatore dovrebbe darci indicazioni il prima possibile così da fugare i dubbi e da far lavorare l’azienda in maniera più tranquilla”.

Quando manca a raggiungere la Germania?

“La Germania è un sistema difficilmente raggiungibile perché lì il sistema duale è ormai consolidato e centralizzato nella scuola. Noi siamo agli inizi ma possiamo riuscire ad avvicinare due mondi come scuola e impresa”.

E come invece aiutare le scuole a scoprire questo strumento?

“Le scuole possono avvicinarsi a questo meccanismo parlando con le imprese. Il dialogo deve essere al centro. Quando le imprese saranno coscienti dello strumento duale, sicuramente gli istituti possono costruire dei progetti formativi tali da poter garantire la formazione di persone sempre più vicine alla realtà imprenditoriale. Questo è lo strumento adatto per inserire uno studente in un’azienda, che lo forma a propria immagine e somiglianza. Il piano formativo individuale che viene delineato è in totale accordo tra l’azienda e l’istituto scolastico, si può creare una figura professionale con un bel bagaglio di conoscenze sia teoriche che pratiche”.

In Italia c’è un po’ di discredito sui percorsi professionali. Come superarlo?

“Lo studio professionale non è di serie B e, anzi, potrebbe diventare anche un percorso di eccellenza. C’è sempre più bisogno di persone già pronte a entrare nel mondo del lavoro, le imprese non hanno più tempo di attendere lavoratori appena usciti dalle scuole senza un minimo di formazione. Acquisire competenze nel percorsi di studi vuol dire arrivare per primi e essere già pronti per un inserimento nell’impresa”.