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30 giugno 2021

“Artisti Vagabondi” a scuola col disegnatore Ruggine: “Insieme per allenare manualità e fantasia”

Categoria: #foriumdalcomune

Artisti Vagabondi” torna nel 2021 a Capannori e lo fa portando con sé l’esperienza in campo didattico di Ruggine, al secolo Riccardo Pieruccini. L’illustratore 42enne di Lucca è una delle novità di quest’anno dei centri estivi per ragazzi condotti nell’ambito di “Vagabondi Efficaci”, in cui verrà introdotto un lavoro particolare sulla costruzione dei personaggi partendo dalle maschere. Lo abbiamo intervistato per #foriumdalcomune in modo da raccontare questa esperienza e capire le basi su cui poggia.

Ruggine, come potremmo sintetizzare in poche parole il tuo curriculum?

Ho da sempre lavorato nel disegno, come fumettista ho lavorato per Marvel, Rainbow e sto pubblicando con Mondadori. Insegno da venti anni in scuole pubbliche e private e nell’ambito di Lucca Comics & Games mi sono sempre occupato della Self Area. Ho lavorato nel campo del cinema e della pubblicità come caracther designer e storyboarder, nell’animazione a fianco di Ezio D’Alò, ma anche nel mondo dei videogiochi. Il fumetto è sempre stata la base di partenza, era senza dubbio la massima espressione di intrattenimento nel periodo in cui sono nato, poi avere avuto un ottimo maestro come Simone Bianchi ha significato molto per me.

Come hai trasposto il tuo mestiere nel campo della didattica?

Ho avuto un’esperienza come educatore prima di diventare disegnatore professionista e questo mi ha fornito una formazione ulteriore. Ho collaborato con istituti come il “Pertini” di Lucca e il “Sismondi” di Pescia, con realtà come la Scuola del Fumetto di Lucca, la scuola internazionale di Firenze, con la Florence Design Academy e la Lucca Manga School che ogni anno ha circa 500 studenti. Mi sono reso conto in questo cammino della necessità di andare a cercare un target di allievi più giovane perché le scuole non forniscono la giusta educazione. Il disegno manga è molto difficile, per questo alla Lucca Manga School ho dato vita a una serie di corsi “kids”.

Cosa cambia per un ragazzo di oggi che potrebbe avvicinarsi al tuo mestiere?

Il ragazzo di ieri aveva mezzi più limitati, quindi riponeva più attenzione e selezione. Oggi circolano tantissimi prodotti gratuiti con preponderanza di video e videogiochi, è cambio l’intrattenimento. I fumetti sono ancor molto presenti, specialmente gli anime giapponesi. Non è comunque cambiata la fascinazione per chi disegna, mi sono reso conto che affascina ancora oggi veder creare un disegno da niente. I giovani percepiscono maggiormente questo valore e quello della persona in quanto artigiano, per cui è presente un bisogno di fare vedere il lavoro del disegnatore e dare anche possibilità di partecipare alla storia. Il media fumetto si è evoluto tantissimo, è ormai diverso rispetto anche da quello degli anni Ottanta, sono cambiati i formati e le storie, una descrizione didascalica non basta più, serve qualcosa che trascina.

Alla luce di questo, quale esperienze potranno fare i ragazzi di Capannori?

Non sarà un corso di disegno ma un percorso maggiormente strutturato. Ho dato gambe a un laboratorio di costruzione di maschere di cartone di supereroi anche inventati da zero. Quindi ognuno creerà un proprio personaggio, a seguire insegnerò come creare delle illustrazioni a colori di loro stessi indossando la maschera da loro stessi creata, infine faremo delle foto. Quindi uniremo disegno, attività manuale e cosplay. Le maschere che costruisco vengono fuori utilizzando la tecnica del taglio e piega asimmetrico del cartoncino.

Oggi più che mai i giovani, bombardati dalla multimedialità, hanno necessità di riappropriarsi della fantasia. Condividi questo pensiero?

Sono abituato a seguire gruppi con un numero congruo di ragazzi perché così possono essere seguiti ocn attenzione. Questi hanno bisogno di recuperare una manualità e di concentrarsi su cose singole, per capire come si realizzano. Gli adolescenti di oggi non sono più stupidi di quelli di un tempo, sono per forza di cose dispersivi, per questo vanno aiutati a focalizzarsi. Non bisogna aver paura di confrontarsi con i nuovi media, le tecnologie, ma questi portano come tutte le cose anche problemi tra cui il fatto per cui, spesso, i ragazzi rischiano di essere inconcludenti. L’azione di costruzione di un personaggio attraverso passaggi molteplici e attrattivi può essere utile per aiutare un giovane a imparare a focalizzare.