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30 settembre 2021

Busolini e l’accompagnamento di ‘Camminare’: “A fine corso stanchi, ma soddisfatti”

Categoria: #foriumdalcomune

Rendere un gruppo di ragazzi minorenni (usciti dal mondo della scuola) pronti ad entrare in quello del lavoro con delle competenze ben precise, quelle da operatore delle calzature – addetto al montaggio. Era questo lo scopo del corso “Camminare”, organizzato da Poteco con la partnership di Forium e Consorzio Toscana Manifatture, grazie a fondi europei e gratuito per gli iscritti.

Il progetto – concluso da poco – ha previsto la realizzazione di un intervento formativo biennale della durata di 2100 ore rivolto a 12 ragazzi minorenni, il cui obiettivo è quello di rendere gli allievi persone adulte e responsabili, in grado di esercitare occupazioni nell’ambito del settore calzaturiera tramite l’acquisizione della qualifica professionale di “Addetto al montaggio meccanizzato della tomaia”. Per capire di cosa si tratta, abbiamo parlato con Paolo Busolini, 31enne di Castelfranco di Sotto che di questo corso è stato il tutor.

Busolini, da quanto lavora con Forium e come si trova?

Sono stato assunto pochi anni fa, in concomitanza con l’inizio del progetto “Camminare” di Forium; non è la mia prima esperienza in questo ambito ma questa era diversa, una sfida. Conoscevo già Forium tramite la cooperativa “La Pietra d’Angolo” e mi trovo bene con loro.

Ma perché… Camminare?

E’ un po’ un gioco di parole che riferimento alla calzatura; così come hanno imparato a realizzarne una, metaforicamente hanno creato le scarpe a loro misura per camminare nel mondo del lavoro. In questo corso è stato inoltre molto importante gestire il rapporto con le famiglie e trovare i giusti equilibri coi ragazzi, persone che sono alla ricerca del proprio percorso di vita in un’età particolare.

Com’era strutturato il corso?

Su due anni, con 2.100 ore di cui 800 di stage. All’inizio ci siamo concentrati sul recupero delle competenze base, approfondendo materie scolastiche come inglese, storia, geografia, matematica ecc…Poi ci siamo focalizzati sul vero argomento del corso: saper realizzare una scarpa da zero. Abbiamo alternato ore in aula ad ore in laboratorio: com’è fatta la pelle, come si lavora e come si modella, come si fa un campionario, gli elementi di design e altro ancora. Alla fine dal dover semplicemente montare una tomaia su una base i ragazzi sapevano ideare e costruire da zero una scarpa. Durante il corso abbiamo realizzato anche delle visite in calzaturifici e concerie, sia per vedere come le scarpe vengono prodotte sia come ne viene lavorata la pelle.

I ragazzi come hanno reagito?

All’inizio erano 12, alla fine sono rimasti in 7; alcuni durante lo stage hanno capito che non era il loro percorso e quindi hanno preso strade differenti. Ma gli altri quando sono arrivati all’esame finale erano stanchi ma soddisfatti; non è stato semplice, perché oltretutto ad un certo punto del corso ci siamo dovuti confrontare con le disposizioni anti Covid, che ci hanno costretto a modificare alcuni programmi e le attività in presenza. Ma alla fine i ragazzi hanno riportato ottimi voti e questo è motivo di soddisfazione anche per me.

Hanno già trovato lavoro?

Sì, tre di loro hanno già un contratto. Una ragazza, invece, ha delle offerte che sta valutando. Gli altri tre, infine, sono ancora alla ricerca.