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30 luglio 2021

Carla Pampaluna: “Gli ‘Artisti Vagabondi’ sanno adesso che con un telefono si gira anche un film”

Categoria: #foriumdalcomune

Hanno disegnato le scenografie, hanno deciso le inquadrature, hanno realizzato le riprese, grazie al contributo di una videomaker esperta (Carla Pampaluna) e di un’operatrice teatrale di lungo corso (Luisa Baschieri): protagonisti due gruppi di ragazzi (11-15 anni d’età), che hanno preso parte in questi giorni a dei laboratori creativi all’interno del percorso degli “Artisti Vagabondi”, realizzato da Forium agenzia formativa, Associazione Teatro di Buti e Oxfam in collaborazione con il Comune di Capannori e il sostegno della Regione Toscana; questo nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che risponde ai fenomeni di dispersione scolastica ed esclusione sociale.

Carla Pampaluna è la videomaker che ha guidato questi giovani ragazzi nel mondo del videomaking, fornendo loro le basi “del mestiere” e aiutandoli a creare dei veri e propri corti cinematografici. E – soprattutto – instillando in loro la passione per questo mondo fatto di creatività ed estro.

Carla, come ti sei avvicinata al mondo dei cortometraggi?

Ho iniziato a fare fotografie e riprese fin da molto piccola perché mio padre fotografa e stampava in camera oscura, ed avevamo a disposizione anche una cinepresa 8mm con cui abbiamo realizzato dei piccoli cortometraggi.
Poi a 15 anni mi è stata regalata la mia prima videocamera a nastro ed ho seguito il mio primo corso di regia e direzione attori tenuto da Nanni Loy a Roma; e da lì non ho più smesso di girare immagini.

E poi?

Intanto ho seguito un percorso di studi artistici (Liceo a Novara, Accademia Brera a Milano) e per una decina di anni ho lavorato in uno studio di Architettura a Torino mentre studiavo Storia e critica del cinema alla Facoltà di Lettere Moderne a Pavia e seguivo altri corsi di critica e teoria cinematografica.
Nel 2001 sono stata ammessa alla Scuola di regia “Fare Cinema” di Marco Bellocchio a Bobbio, nel piacentino, dove oltre all’esperienza diretta del lavoro sul set ho conosciuto un bel gruppo di persone con cui ho avuto modo di collaborare nel corso degli anni successivi.

Mi sono trasferita a Pisa nel 2003 e da quel momento vivo facendo la videomaker e la fotografa.
Collaboro alla realizzazione di video e trailer per molte compagnie teatrali del territorio pisano, ho realizzato alcuni videoclip per band emergenti, realizzo documentari e cortometraggi e tramite associazioni e realtà comunali ho lavorato nelle scuole dell’infanzia e primarie, sia a scopo di documentazione che per realizzare video creativi con i ragazzi.
Nell’ultimo anno ho ripreso a disegnare realizzando brevi storie a fumetti.

Pampaluna, come funzionano questi laboratori?

È un progetto che mette insieme teatro (grazie a Luisa Baschieri) e videomaking, coinvolgendo piccoli gruppi di ragazzi nella realizzazione di cortometraggi. Io ho preso parte a due laboratori: il primo è durato 5 giorni e si è svolto a Castelvecchio di Compito (Capannori), un altro a Cascine di Buti, dove ho realizzato le riprese di un videoclip musicale stile rap. Nel primo caso invece abbiamo fornito ai ragazzi delle nozioni base, per poter iniziare. Il tema prescelto è stato quello del viaggio, che abbiamo sviscerato tutti assieme. I ragazzi hanno scritto dei racconti che avevano il viaggio come centro di gravità: hanno creato una scaletta, disegnato le inquadrature chiave e poi abbiamo girato. I ragazzi hanno prima lavorato a gruppetti, poi abbiamo dato vita ad un corto collettivo. E il bello è che basta un telefono per poter sfogare la propria creatività, solo che spesso questo strumento lo utilizziamo per tutt’altro.

Qual è stata la loro reazione?

Penso di poter dire che sia piaciuto, tant’è che l’ultimo giorno dopo aver completato il corto collettivo alcuni ragazzi stavano già girando altre scene. Bastano dei programmi di base per poter fare dei buoni lavori e togliersi delle soddisfazioni; ci sono anche dei registi che hanno girato interi film con lo smartphone.

È un modo di usare il telefono poco noto, no?

Esatto, ma con uno smartphone puoi fare tantissime prove, vedere subito gli errori e poi migliorare. E’ un ottimo modo per iniziare e appassionarsi; ai miei tempi era diverso, potevano passare mesi prima di vedere cosa avevo realizzato.