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15 maggio 2020

Elena Profeti: “In venti anni di Forium mission rafforzata. Al lavoro per il post-Covid”

Categoria: #foriumdalcomune

 

Venti anni e non sentirli: l’agenzia formativa Forium di Santa Croce sull’Arno non ha potuto tenere grandi momenti per celebrare questa importante ricorrenza, ma ha approfittato di questa data simbolica per ripercorrere la propria storia, fare un punto sul presente e anche sulle prospettive future, in primis legate alle incertezze della formazione a distanza e dell’emergenza Coronavirus. Per la rubrica #foriumdalcomune ne abbiamo parlato con la vicepresidente Elena Profeti.

Cosa è cambiato in venti anni di formazione professionale?

Sicuramente le modalità di lavoro da parte delle agenzie formative. Quando siamo partite nel 2000 eravamo la prima nel Comprensorio del Cuoio e una delle apripista in Toscana, lavoravamo con i centri di formazione della provincia di Pisa. Successivamente i finanziamenti europei sono stati assegnati in appalto a soggetti privati e non più al pubblico. Negli anni sono cambiati gli importi dei progetti e anche il modo di lavorare richiesto dalla Regione, la quale ha nel tempo uniformato il lavoro delle agenzie. In passato nei vari progetti le maglie di intervento e di fantasia erano più elastiche.

Queste modifiche come hanno inciso sull’utenza?

C’è un problema generale nel mondo della formazione per cui, se un tempo ai corsi arrivavano più domande rispetto ai posti disponibili, talvolta oggi l’utenza è più difficile da intercettare. Sembra paradossale ma è così. Possibili spiegazioni vanno cercate nel minor peso che viene dato oggi ai Centri per l’Impiego e alla non obbligatorietà delle scuole, rispetto al passato, di dover comunicare ai CPI i ragazzi che uscivano dalla scuola in età di obbligo formativo. Purtroppo tante famiglie e i loro figli non vengono a conoscenza del tipo di offerta dedicata ai “drop out”, per esempio.

Rispetto alle origini, però, la mission non è cambiata, ma rafforzata.

Direi di sì, considerato anche che negli ultimi di dieci anni abbiamo integrato anche la progettazione europea. Noi siamo nati come agenzia formativa “pura” volta a erogare corsi gratuiti. Certo è che nel cambio di programmazione Por c’è sempre un buco di tempo, questo ci ha spinto a promuovere altri servizi importanti come corsi a pagamento o servizi dedicati alle università telematiche.

Ci sono aspetti delle azioni svolte passato che al momento non portate avanti come Forium ma di cui sentite la mancanza?

Nella vecchia programmazione regionale c’era la previsione di fare percorsi di alfabetizzazione con gli stranieri che tenevamo con l’Associazione Arturo. Erano sostanziosi progetti di accoglienza e di integrazione per gli stranieri con i finanziamenti della Regione, poi è cambiato tutto nella nuova programmazione la quale è stata improntata soprattutto alla formazione professionale. Un tempo si facevano anche i circoli di studio, che permettevano alle persone di uscire e socializzare in una forma comunque didattica. Li avevamo tenuti per esempio a Gambassi Terme e a Santa Croce sull’Arno. Sarebbe bello che la Regione tornasse a promuoverli in una nuova programmazione.

Recentemente avete aderito all’associazione STAF. Cosa implica per Forium?

L’associazione STAF nasce con l’esigenza di dare maggiore voce alle agenzie formative nei confronti della Regione Toscana. Quando ognuna si muove in autonomia non viene dato il giusto spessore. Abbiamo fatto rete prima con i soggetti che erogano corsi IeFP triennali, poi ci siamo allargati. Ci sono aziende concorrenti tra loro, ma che necessitano delle stesse risposte da parte della Regione. L’idea è quella di avere un atteggiamento propositivo, come abbiamo dimostrato dando nostri suggerimenti dopo che la Regione Toscana aveva fornito, lo scorso 8 maggio, le proprie indicazioni sulla formazione a distanza. STAF è stata la soluzione giusta per avere risposte da subito.

Veniamo all’oggi: l’emergenza Covid-19 ha richiesto di proseguire in modalità Fad sincrona. Qual è l’attuale bilancio di questa esperienza?

Lo strumento era conosciuto ma organizzare la formazione a distanza non è stato semplice. Grazie all’istituto tecnico “Carlo Cattaneo” di San Miniato siamo partiti subito con l’IeFP meccanico: inizialmente non in modalità sincrona, ma comunque mantenendo il rapporto con i ragazzi. Abbiamo dovuto rivedere tutti i piani presentati in Regione per modificarli introducendo la didattica a distanza, supportando i ragazzi ad attivare gli account, adattando la didattica, caricando online i materiali. Continuare con questi strumenti è stato anche un sollievo per i docenti che avevano giustificati timori sul fronte finanziario. È comunque vero che più di un tot ore di lezione frontali al giorno a distanza non sono sostenibili soprattutto dall’utenza più giovane.

Come vedi il prossimo futuro alla luce di queste premesse?

Con STAF abbiamo richiesto alla Regione poter rientrare nelle aule, quando il Governo lo permetterà, per fare le nostre attività. Temo però che la gestione potrebbe comunque essere complicata. Sugli stage siamo in contatto con le aziende: stiamo cercando di capire se sono in grado di riprendere i ragazzi quando i nuovi DPCM lo consentiranno. La Regione ha proposto di fare dei project work per chiudere gli stage che erano in scadenza. In ogni caso vedremo come sarà possibile nei prossimi giorni, fermo restando che i corsisti, specialmente gli adulti, sentono il bisogno di tornare ai loro tirocini, anche per farsi conoscere meglio dalle aziende.