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15 gennaio 2021

Forium e Centro L.I.F.E., storia di una solida intesa. Sonnimini: “Da agricoltura e meccanica tante opportunità”

Categoria: #foriumdalcomune

Uno storico partner dell’agenzia formativa Forium di Santa Croce sull’Arno è il Centro L.I.F.E. (Lavoro Informazione Formazione Educazione) di Empoli, che dalla sua fondazione è sempre stato diretto da Anna Maria Sonnimini, 70 anni, di Barberino Tavarnelle. Le due agenzie nel 2021 sono impegnate nella promozione di due corsi per drop out, vale a dire Green Team e Metal Team.

In questa intervista #foriumdalcomune la andiamo a conoscere a carpire un po’ della sua grande esperienza nel settore della formazione professionale.

Direttrice, come si può riassumere la storia del Centro L.IF.E. intrecciandola anche a quella personale?

Siamo nati oltre trent’anni fa e rappresentiamo uno dei primi centri di formazione accreditata del territorio come costituzione. Personalmente provengo dalla Cgil e mi sono sempre occupata di politiche del lavoro, oltre a ricoprire il ruolo di Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Firenze. Nel momento in cui avvenne la riforma degli uffici di collocamento sono stata tra le fautrici del primo sportello del lavoro. Diciamo che vengo da molto lontano: quando mi chiesero di venire nell’Empolese Valdelsa accettai di attivare un servizio che c’era in via Cavour a Firenze, nella sede della Provincia, e riportarlo nel circondario in collaborazione con i Comuni. Poi via via ogni municipio ha aperto il proprio sportello del lavoro, ma sempre avendo nel Centro L.I.F.E. la propria sede primaria. La nostra struttura è sempre stata collocata dentro la Cgil, di cui è diretta emanazione. Attualmente il presidente è Stefano Scibetta.

Invece come nasce la sinergia con Forium?

L’abbiamo attivata ormai da quasi venti anni, praticamente da quando loro esistono. Forium entrò nell’Empolese con la propria attività e nel momento in cui lo ha fatto è nata la collaborazione. Ci siamo trovate tra donne, con Francesca Ciampalini e le altre socie è nata una sinergia e un rapporto che va oltre il lavoro, in cui si condividono linee di pensiero e strategie. Ci siamo conosciute nei tanti tavoli istituzionali a cui prendevamo parte. Forium per L.I.F.E. riveste un ruolo fondamentale per quanto riguarda la progettazione dei corsi, noi mettiamo a disposizione la nostra struttura e il radicamento nel territorio dell’Empolese.

Centro L.I.F.E. su quali ambiti punta principalmente?

Nell’Empolese abbiamo capito da tempo che esistono molte opportunità nel settore agricolo. Abbiamo rapporti stretti con le aziende, possiamo collocare facilmente i ragazzi che voglio effettuare stage e tirocini. Poi lavoriamo molto sulla meccanica e sulla formazione specifica come i patentini, come quelli per il muletto o il trattore, infine le certificazioni come la Haccp. Spesso sono le categorie che ci cercando indicandoci bisogni di formazione. Infine, gestiamo anche attività di servizio civile, per esempio in Comune a Vinci, all’interno della nostra struttura e infine ci siamo allargati anche su altre province.

Quali sono le principali problematiche nell’intercettare un’utenza come quella dei ragazzi a rischio dispersione scolastica?

In questo momento raggiungere i cosiddetti drop out è più difficile di sempre, solitamente si intercettano quando sono già alle superiori o nelle terze medie, in modo particolare ci rivolgiamo ai loro genitori. Noi abbiamo un grosso rapporto con il Centro per l’Impiego, dove ho lavorato anche per 15 anni. Se un genitore si rivolge ai CPI per cercare un lavoro al figlio minorenne, scatta l’interesse del servizio che poi ci contatta per attivare il corso. Con la pandemia siamo con le mani legate, prima si portavano per esempio le nostre brochure nelle scuole. Sicuramente vediamo come serva sempre la spinta della famiglia, spesso i ragazzi nostro target sono demotivati e da recuperare. Talvolta però serve un po’ di forza anche da parte dei genitori. Poi c’è la parte degli stranieri, che vanno intercettati.

Parliamo adesso dei percorsi Green Team e Metal Team. Perché sceglierli?

In agricoltura c’è uno sviluppo occupazionale, se i ragazzi hanno voglia di lavorare un impiego lo trovano. Non è più un lavoro stagionale, inoltre nel tempo facendo formazione si riesce anche a specializzarsi e prendere contratti full time, penso alle cantine, all’olio, al tema del biologico. La leva su cui puntare è quella, poi i drop out stanno meglio all’aperto che in un ambiente chiuso. Potare le viti, per esempio, è bello poiché si vedono i cambiamenti, le evoluzioni. Sulla meccanica industriale posso evidenziare come nel territorio ci siano ancora tante aziende di questo tipo, dove mancano i ragazzi a cui tramandare l’attività lavorativa con un minimo di specializzazione, come anche nel settore della conceria. Il tema è la difficoltà di far capire, a genitori e ragazzi, che meccanica non è quella dedicata alle auto o alle moto, ma è l’industriale, più richiesta rispetto al settore delle officine. Il termine fa appeal, ma viene decontestualizzato al primo impatto.

Il cammino comune di Centro L.IF.E. e Forium guarda lontano?

Sicuramente, Forium ci dà la forza di fare tutta una serie di cose che altrimenti da soli non avremmo potuto compiere. Abbiamo anche dei progetti imminenti da presentare insieme, sempre dedicati ai drop out.