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30 maggio 2018

A tu per tu con la presidente Ciampalini: “In 18 anni Forium ha fatto tanta strada”

Categoria: #foriumdalcomune

Esattamente 18 anni fa, il 24 maggio del 2000, i quotidiani ‘Nazione’ e ‘Tirreno’ pubblicavano degli articoli per presentare la nascita di Forium, la prima agenzia formativa accreditata del Comprensorio del Cuoio, in provincia di Pisa. Per celebrare questa importante ricorrenza #foriumdalcomune ospita nel suo salotto una persona d’eccezione, vale a dire la presidente della cooperativa Francesca Ciampalini, 41enne di San Miniato, tra le prime a scommettere in questa avventura. Proviamo assieme a lei a capire cosa è successo negli anni e come il lavoro si è evoluto.

Partiamo dagli albori. Cosa significava nel 2000 fare formazione?

Diciotto anni fa quando iniziammo era difficile spiegare cosa fosse la formazione professionale. Agli inizio io, Elena Profeti e Vanessa Cappelli lavoravamo in una stanza piccola e con il bagno staccato, con tanto entusiasmo e voglia di fare, sia per dimostrare il nostro valore che per dare risposte concrete a chi volevamo formare. Ricordo che il primissimo corso fu per addetto ai bottali e operatore calzature, all’epoca avevamo aperto una collaborazione con il centro di formazione professionale di Santa Croce sull’Arno. Poi arrivarono a seguire anche i corsi sull’infanzia per gli operatori scolastici, questi realizzati assieme alla ‘Bottega di Geppetto’ di San Miniato.

Un periodo duro per chi opera in formazione fu quello del 2013. Come lo ha vissuto Forium?

Con l’inizio della programmazione POR-FSE 2013-2020 ci fu un ‘black out’ in cui siamo stati due anni senza bandi e finanziamenti per i nostri corsi a sostegno di disoccupati e inoccupati. Fortunatamente per i ‘drop out’, vale a dire gli under 18 che escono precocemente dal sistema scolastico e di cui ci occupiamo ormai dal 2008, avevamo il sostegno di fondi ministeriali, abbiamo vinto una bella fetta dei corsi sulla provincia di Pisa e ciò ha permesso di andare avanti senza alcun ridimensionamento di organico. A livello ministeriale adesso, al contrario, fondi non ce ne sono molti. Il periodo 2013-14 con lo stallo dei fondi per la formazione ci è servito per approfondire altri ambiti quali sicurezza sul lavoro, certificazione Eipass e università telematiche, servizi attivati negli ultimi anni.

Adesso con i fondi europei/regionali come procede?

Questo che stiamo attraversando è un periodo florido, c’è la necessità di chiudere il ciclo nel 2020 sfruttando al meglio i fondi che l’Europa eroga alle Regioni.

Come era vista Forium prima, e oggi, dalle aziende?

Quando oggi chiamiamo le aziende per proporre un corso di aggiornamento o degli stagisti non ci buttano giù il telefono in faccia come agli inizi, quando la nostra attività veniva fraintesa come telemarketing. Appena Poteco si costituì noi siamo diventati subito partner. Rispetto al posto fisso per tutta la vita è cambiato il mondo in 18 anni, sorge adesso la necessità di formarsi per tutto l’arco della vita e cambiare più volte posto di lavoro è diventato una consuetudine. Ecco perché le aziende si fidano di noi, considerato che almeno il 30% del monte orario dei corsi professionali interessa l’attività di stage, propedeutica all’ingresso nel mondo del lavoro.

Ne tuo ruolo di presidente quali sono le tue principali mansioni?

Mi occupo del sistema qualità, curo le relazioni con enti pubblici e famiglie. Seguo i partenariati, detto la linea e la programmazione.

Riusciresti a spiegare in pillole il backstage di un corso finanziato?

Innanzi tutto serve un’analisi a monte dei bisogni formativi, sebbene negli ultimi anni la Regione Toscana abbia dato linee guida su figure professionali. I bandi sono pieni di trabocchetti, in tutto ciò dobbiamo essere ammissibili e avere una posizione alta in graduatoria. Crediamo molto nel partenariato tra enti, scuole e agenzie formative, è un plus non fare tutto da soli e ci siamo abituati: non vediamo la presenza di altre realtà come una concorrenza, piuttosto un valore aggiunto. Definiamo poi i contenuti del progetto, i criteri di selezione, i contenuti oltre le linee guida regionali. Le materie, invece, le dobbiamo individuare noi. Si tratta di selezionare le risorse umane e docenti ad hoc, sia per il lavoro da insegnare che la tipologia di corsista, drop out o disoccupati. A quel punto mandiamo il progetto in Regione in attesa di un responso. 

Con quali risultati?

Ogni anno è diverso ma in media abbiamo un 70% di probabilità di vedere un nostro progetto finanziato.

Abbiamo parlato di 18 anni di Forium, quali invece i progetti verso il ventennale?

Vorremmo espandere è il servizio di e-coaching, orientamento e riorientamento: noi fondatrici siamo tutte diplomate come coach e abbiamo le basi per aiutare le persone a raggiungere gli obiettivi di loro interesse. Già lo facciamo sulle scuole superiori, in cui invitiamo a riflettere sulle scelte fatte, è nostro intento espandere queste azioni anche in altri ambiti.