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15 giugno 2019

Ivo Mancini: “Il mio impegno per formare i lavoratori del domani”

Categoria: #foriumdalcomune

Il suo laboratorio di meccanica è diventato una fucina di talenti per il mondo del lavoro di oggi e di domani. Stiamo parlando di Ivo Mancini, 84enne imprenditore di Fucecchio (Firenze) e titolare delle aziende CM Tannery Machines Spa/Futura lavorazione Meccaniche srl di Santa Croce sull’Arno (Pisa) che, il 10 dicembre 2018, ha inaugurato i suoi nuovi spazi dedicati alla formazione professionale dei giovani, investendo proprie risorse. Le due imprese sono il punto di riferimento del corso IeFP meccanico triennale iniziato a settembre 2018 e Mancini è diventato un collaboratore di eccellenza per l’attività formativa professionale. È dedicata a lui questa intervista per il ciclo #foriumdalcomune.

Per quale motivo ha deciso di impegnarsi in prima persona nell’ambito della formazione?

Da trent’anni dedico il mio impegno diretto alla formazione professionale in azienda. Avevo notato che ormai non eravamo più adeguati per sostenere il futuro dei giovani. So per esperienza che per formare un giovane, un piccolo talento o un piccolo genio, bisogna iniziare a conoscere il lavoro molto presto. Bisogna far capire ai ragazzi quale possa essere il dono della natura: quando uno è giovane si hanno i margini per aiutarlo a scoprire quale specialità gli è stata fornita dalla natura stessa. Però poi, dalla terza media in poi, questo valore rischia di disperdersi. È qui che avviene il disastro delle aziende che non riescono a reperire il personale necessario per essere competitivo a livello globale. Al giorno d’oggi stiamo proprio notando i risultati di questa mancanza. Le aziende hanno lavoro, ma non trovano i talenti specializzati, i piccoli geni che appunto possono venire fuori con il tempo. Quindi i giovani vanno aiutati a trovare la loro velleità per non rischiare di finire fuori posto.

La necessità è sentita da tanti, ma indipendentemente da tutto io cerco di andare avanti da solo, con i miei mezzi. Ho investito nella nuova azienda e sono in grado di accogliere classi intere e mettere, un po’ per volta, a disposizione tutte le macchine dell’azienda, super moderne, strumenti che arrivano anche a un milione di euro di valore.

Qual è secondo lei l’approccio al lavoro dei giovani di oggi rispetto a un po’ di tempo fa?

Oggi siamo arrivati a un punto per cui il mondo del lavoro è stato ampiamente trascurato. Pare esistano il calcio, gli sport, e il resto passa in secondo piano. Quando un giovane, superati i venti anni di età, non ha avuto ancora la possibilità di scegliere il suo futuro, non troverà più la sua strada. È un problema che, a forza di rimandare, si è sempre più aggravato. Ci sono poi le aziende dove ormai non emerge più nessuno; le start-up nella maggioranza dei casi non vivono oltre e i tre/quattro anni; infine le persone si mettono a lavorare per conto proprio. A questo punto sono curioso di vedere, tra qualche anno, da dove usciranno gli imprenditori del futuro del settore artigianale. Ma è un problema anche della grande industria la quale, oggi, questi super tecnici di cui avrebbe bisogno non riesce a trovarli. Ecco perché io mi sono messo in una condizione tale da poter insegnare a qualsiasi ingegnere come funziona un’azienda o una macchina a controllo. Il triennio del professionale è diventato il rifugio di coloro i quali non hanno voglia di studiare e lì a oggi ci si trova poco, davvero.

Quando è iniziato il suo rapporto con Forium?

C’è stato il momento in cui i contributi per la formazione sono stati dirottati sulle agenzie accreditate dalla Regione Toscana, con la loro necessità dunque di collaborare con chi, in pratica, conoscesse i mestieri e le materie dei vari corsi. Io già insegnavo ai ragazzi ma non avevo la capacità di poter assicurare tutti, per questo motivo c’era la necessità che anche loro stessi si appoggiassero a un’agenzia formativa a livello burocratico. È una collaborazione che ha permesso di aiutarci a vicenda. Dovremo però superare nel tempo assieme alcune difficoltà di gestione. Per esempio, se in aula possono essere lezioni tutti assieme di teoria, in azienda invece li devo mettere su 7-8 posti.

 

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