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30 giugno 2020

Laura Biondi: “Corsi diversi, metodi diversi. Vi racconto il mestiere di tutor”

Categoria: #foriumdalcomune

 

Dopo la quarantena si torna piano piano alla ripresa dei corsi in presenza e ad allentare progressivamente la formazione a distanza. Di questo e altro ne abbiamo parlato, per la rubrica #foriumdalcomune, con Laura Biondi, 31 anni di Empoli, tutor nei corsi drop out ESTRO (estetista) e SAPORI (cucina) erogati dal’agenzia formativa Forium di Santa Croce sull’Arno. Se per ESTRO a settembre sarà tempo di esami, per SAPORI quel momento arriverà intorno alle fine del 2020.

Come sta andando la ripartenza dei corsi che ti riguardano direttamente?

Estro ha ricominciato gli stage da due settimane, Sapori ha condotto altre lezioni online prima di tornare agli stage in presenza. Non è stato semplice per loro con una modalità di fare didattica totalmente nuova, sebbene all’inizio, dopo il blocco totale, tutti i ragazzi erano contenti di riprendere i loro percorsi.

Qual è il tuo giudizio sull’esperienza della Fad?

La didattica online ha i suoi pro e contro. Il non essere vicini sicuramente non aiuta, i nostri ragazzi hanno delle difficoltà in presenza che online aumentano. Tutti non vedevano l’ora di ricominciare la vita normale. Ce la siamo cavata comunque bene. Nel periodo di interregno tra il blocco e l’avvio della Fad abbiamo fornito i materiali per ripassare gli argomenti fondamentali per l’esame, ma niente di organizzato e tracciato. Sicuramente, da parte mia e dei docenti, c’è sempre stata la volontà di esserci anche in quel periodo lì, disponibili per esercizi ed esercitazioni.

Avvolgiamo il nastro. Come è iniziata la tua avventura con Forium?

Collaboro con Forium da febbraio 2018. Una conoscente mi aveva riferito della ricerca di un tutor, quindi dopo l’invio del cv e un colloquio ho iniziato. Tutto è capitato per caso, non avevo cercato questa esperienza ma mi è parsa una buona opportunità da cogliere. Sono una psicologa ma non esercito per il momento: fino a oggi ho fatto la tutor e mi sono occupata anche di ragazzi con Dsa.

Come ti sei trovata a lavorare con i drop out?

All’inizio ero preoccupata nell’approcciarmi a questi ragazzi che hanno spesso tante difficoltà personali, sociali, scolastiche e familiari. Questo non significa però che umanamente non diano tanto. Mi sono accorta che il percorso che fai con loro è difficile, ci sono momenti di alti e bassi comunque formativi per loro e per i tutor. Durante un percorso gli allievi non solo ottengono una qualifica, ma crescono anche a livello scolastico e psicologico. Il bello è vedere questi ragazzi sbocciare: vengono fuori i loro lati positivi che anche loro non sapevano di avere. Anche nei momenti difficili è comunque importante e soddisfacente seguirli: questi sono i momenti più utili per loro. Mi sono trovata tante volta a dire: è dura, ma è una bella soddisfazione.

Che differenze noti nelle due classi?

Nel percorso ESTRO sono tutte donne ed più difficile gestire la parte dei rapporti interpersonali. Le ragazze hanno tutte personalità diverse e conflittuali, in cui si deve mediare lavorando molto sulla classe e sul gruppo, mettendole in comunicazione . Discorso diverso nel gruppo maschile di SAPORI: gli alunni si gestiscono meglio nelle relazioni, ma si fa più fatica a entrarci in contatto a livello emotivo e personale: spesso sono timidi o non lasciano trasparire pensieri ed emozioni. Il bello di due classi così è che ci lavori in maniera diversa: non ho un modo di lavorare uguale per tutti, per cui cerco di conoscere i bisogni della classe per poi agire su quelli.

Come viene visto dai ragazzi il ruolo del tutor?

Il ruolo del tutor viene visto un po’ come un punto di riferimento a volte anche un po’ scomodo: nel momento del bisogno loro però sanno sempre a chi si possono riferire. Per le ragazze il tutor è anche una confidente a cui raccontano le loro difficoltà, pensieri ed emozioni. Ti cercano anche i ragazzi: è ricapitato che nel momento del bisogno (se hanno un problema personale o lavorativo negli stage) si rivolgono al tutor, anche per capire come studiare meglio a livello tecnico.

I corsi per drop-out, ma anche gli IeFP, spesso non sono così conosciuti come la tradizionale scuola superiore. Che opinione nutri a riguardo?

Sapevo che c’erano questi corsi, ma non avevo un’idea precisa di come potessero essere prima di trovarmici come tutor. Sono corsi poco conosciuti ed è un peccato, perché sono grandi opportunità per i ragazzi, offrono una preparazione teorico/pratica ottima, introducono al mondo del lavoro. Percorsi come questi sono valide alternative per quei ragazzi che hanno trovato difficoltà alle superiori, o hanno smesso per problemi personali, pensando di aver fallito. Qui possono avere la grande opportunità di apprendere un mestiere, avere una speranza. Fai toccare loro con mano il lavoro negli stage formativi continuativi nel tempo, è la loro porta di accesso al mondo delle professioni. Certo, non sempre è semplice, ci sono stage che sono più tosti di altri e richiedono una preparazione migliore anche a livello della persona, a ogni modo i corsisti hanno il modo per toccare con mano quel mondo. I ragazzi non vedono l’ora di fare i tirocini, penso a quelli di SAPORI che li faranno da luglio a settembre e sono contenti di poterlo fare anche in un periodo in cui i coetanei vanno in vacanza. È il lato positivo di questi corsi, secondo me.