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30 agosto 2021

Luisa Baschieri: “Un teatro per ragazzi deve sapere creare un gruppo e innescare creatività”

Categoria: #foriumdalcomune

Il suo compito era quello di avvicinare un gruppetto di ragazzi in età da scuole medie all’affascinante mondo del teatro, che spesso insegna ad esternare le prossime emozioni. Questi giovani hanno preso parte in questi giorni a dei laboratori creativi all’interno del percorso degli “Artisti Vagabondi”, realizzato da Forium agenzia formativa, Associazione Teatro di Buti e Oxfam in collaborazione con il Comune di Capannori e il sostegno della Regione Toscana; questo nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che risponde ai fenomeni di dispersione scolastica ed esclusione sociale. Luisa Baschieri, 50 anni, ha avuto l’onore e l’onere di introdurre i ragazzi nell’universo del teatro. Ragazzi che, a loro volta, hanno risposto scatenando tutta la loro creatività.

Luisa, come nasce la tua passione per il teatro?

Sono figlia d’arte, in famiglia c’è sempre stata questa passione. Io sono sia un’educatrice che un’operatrice teatrale: mi sono formata al C.R.S.T di Pontedera, da vent’anni faccio improvvisazione teatrale; con la collega Paola Marcone abbiamo fondato l’associazione Bubamara Teatro, grazie alla quale facciamo teatro coi ragazzi a Buti. Contemporaneamente faccio l’educatrice in una comunità per minori, perché credo che il teatro possa avere un valore educativo, nelle scuole e non solo.

Come hai organizzato il tuo corso di teatro e video?

Il percorso è stato strutturato così, insieme alla videomaker Carla Pampaluna: l’obiettivo era la realizzazione di uno o più video , seguendo il fil rouge del viaggio, di qualsiasi tipo. Prima, però, abbiamo fatto dei giochi di conoscenza per rompere il ghiaccio; abbiamo poi ragionato del viaggio e sono venuti fuori molti stimoli. I ragazzi sono stati divisi in gruppi autonomi e autosufficienti: ogni squadra ha sviluppato una delle idee, di seguito ci siamo concentrati sugli aspetti un po’ più tecnici. I video sono stati realizzati coi telefonini e poi montati e alla fine ne abbiamo creato anche uno collettivo.

Come si fa a suscitare interesse per il teatro?

Partendo dal presupposto che questi ragazzi hanno scelto questo percorso e di conseguenza erano di base interessati, il primo passo è creare una relazione di gruppo, che sviluppi creatività. Noi, poi, ci siamo concentrati più sulla parte emozionale che su quella attoriale, anche per questioni di tempo. Fare stare insieme questi ragazzi e farli divertire è la base per farli sciogliere. Il segreto è anche condividere le idee e non imporle; noi veniamo chiamati “facilitatori” anche per questo.

E la loro reazione qual è stata?

Positiva, l’ultimo giorno – a video completati – alcuni dei ragazzi si erano già messi a pensare e sviluppare nuove idee. Dopo una settimana intensa tutti assieme, è sicuramente un ottimo risultato.

Luisa, un’ultima domanda: cosa c’è nel tuo futuro?

 In questo momento è molto complesso pianificare qualcosa; negli scorsi mesi abbiamo lavorato online, ma non è esattamente la stessa cosa, è molto faticoso. Per adesso curo la parte educativa, quella più prettamente teatrale è legata a come si svilupperanno gli eventi.