Chiamaci al num.
+39 0571 360069

Sede: via del Bosco, 264/F
56029 Santa Croce sull'Arno (PI)
info@forium.it

certificazione accredia
15 novembre 2017

Il riscatto di Mattia: dalla meccanica alla chimica grazie a ‘Certificapelle’

Categoria: #foriumdalcomune

Trovarsi dopo cinque anni senza lavoro e rimboccarsi le maniche. Poi, grazie anche alla formazione, ricominciare un nuovo percorso. È con la storia di Mattia Gorini, 28enne de La Rotta (Pontedera), che viene inaugurato il ciclo di interviste di Forium dedicato a chi ha scelto i propri corsi professionali per ‘rimettersi in gioco’, riscattarsi o trovare la propria strada.

Mattia per rilanciarsi ha scelto il corso di 330 ore ‘Certificapelle‘ che l’agenzia Forium di Santa Croce sull’Arno organizza in partnership con Poteco, il Polo Tecnologico Conciario. Andiamo a conoscerlo attraverso le sue stesse parole.

Cosa era accaduto nella tua ex azienda?

Avevo lavorato per cinque anni in una officina meccanica. Ero sotto contratto a tempo indeterminato, poi improvvisamente la ditta è fallita. Un mese prima mi ero persino comprato la macchina, non mi aspettavo niente del genere…Nei mesi successivi ho provato a fare altro, anche il cassiere, ma non era un mestiere che mi dava gratificazione.

Poi la svolta…

Un mio amico de La Rotta due anni prima di me aveva frequentato un corso di Forium e Poteco sempre legato al mondo delle concerie e grazie a quella esperienza aveva trovato nuova occupazione. Così mi sono informato, mi sono iscritto ai programmi Garanzia Giovani e Giovanisì della Regione Toscana, così mi sono rimesso in gioco.

Come è stata l’esperienza di ‘Certificapelle’?

Da febbraio a luglio sono stato impegnato in questo corso. Per tre giorni alla settimana avevamo lezioni alla sede di Poteco di Santa Croce sull’Arno riguardanti varie materie ma tutte legate alla lavorazione delle pelli, abbiamo appreso i princìpi delle lavorazioni chimico/fisiche e delle fasi in umido attraverso dei bottalini.

Dal corso all’azienda il passo è stato breve…

Durante il corso mi stavo un po’ informando perché avrei voluto fare lo stage in un’azienda di prodotti per il settore conciario. Poi è capitato bene perché ho avuto la possibilità di effettuare il tirocinio alla Codyeco di Santa Croce sull’Arno: c’era l’opportunità e io mi sono subito proposto. Poi, a quattro giorni dalla fine dello stage, quando pensavo di bussare alla porta della direzione per chiedere se sarei potuto rimanere, sono stati loro a domandarmi che intenzioni avessi. Non mi aspettavo nulla, invece poi mi hanno fatto una proposta per restare.

Di cosa ti occupi oggi esattamente?

Mi occupo di cinque bottalini in contemporanea dove assieme ad alcuni tecnici eseguiamo in piccolo delle lavorazioni di pelli con i nostri prodotti, da riprodurre poi in grande scala nelle concerie. È come se dovessi preparare delle ricette, dosare componenti e ottenere alla fine il risultato migliore per i nostri clienti. È un lavoro che ti tiene sempre impegnato, anche mentalmente, dove ogni giorno ci sono cose nuove da imparare e ho trovato nuovi stimoli.

Cosa ne pensi della formazione professionale in generale?

Personalmente sentivo il bisogno di specializzarmi in qualcosa, adeguarmi al mercato del lavoro dove non trovavo nessun impiego. La formazione è stata sicuramente utile: magari vai in una conceria e non sai nulla, quando almeno bisogna sapere un minimo di cosa si sta parlando. Bisogna avere gli elementi per dimostrare interesse al tuo potenziale datore di lavoro. In giro porti i curricula ma chi li riceve ti chiede: “Cosa sai fare?”. Io avevo una specializzazione professionale su un lavoro molto di nicchia e ritrovare un tipo di lavorazione di quel tipo mi restava molto difficile.

Un giudizio su ‘Certificapelle’ alla luce della tua esperienza?

Il corso mi ha fornito una serie di nozioni che ti sono molto utili nel lavoro. Magari hai un’infarinatura di chimica, ma non basta. Al corso, per dire, ti spiegano cosa sia il Ph e magari prima non sapevi nemmeno cosa fosse. È chiaro che poi molte cose le impari sul campo. Il consiglio è quello di essere propositivi: magari i più giovani partecipano al corso con l’idea che ti venga trovato il posto di lavoro. I promotori hanno molte conoscenze nel settore ma serve anche una certa dose di proattività.