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15 settembre 2018

Monica Campo, la ‘voce’ di Forium: “Al front office essere aggiornati è basilare”

Categoria: #foriumdalcomune

Chiunque abbia messo piede in Forium a Santa Croce sull’Arno, almeno una volta nella vita, deve per forza essersi interfacciato con lei per avere informazioni, capire se si è nel posto giusto, avere assistenza per ogni tipo di necessità. Monica Campo, 28 anni di Fucecchio, si occupa di gestire il front office e ha voluto raccontare la sua esperienza per la nostra rubrica #foriumdalcomune.

Quando sei entrata nella ‘famiglia’ di Forium?

Nel 2011, inizialmente per fare tutoraggio nel corsi di inglese, poi l’anno dopo ho iniziato il mio lavoro come segretaria amministrativa.

Cosa si intende per ‘front office’?

Sono la prima persona che entra in contatto con gli utenti: devo essere sempre preparata su tutti i corsi al momento disponibili e su quello che verrà fatto durante l’anno. In un secondo momento redigo anche il piano delle nostre tre aule interne e dei laboratori, in modo da incastrare tutte le lezioni. Talvolta non è facile, sono stati gestiti nello stesso periodo fino a cinque corsi e tutti devono avere il loro spazio.

Dopo sei anni come ti trovi in questo ruolo professionale?

Sono nel mio: mi ritengo una persona molto espansiva, ho sempre cercato un contatto con il pubblico. È un compito dove bisogna essere sempre aggiornati, perché tutti i progetti che vengono presentati devono, di fatto, essere ‘fatti miei’ in modo da illustrarli agli altri.

Esistono delle ‘personas’ che possono identificare gli utenti tipo?

Difficile avere un prototipo di utente. Si va dal ragazzo che viene per conto proprio, al lavoratore, al genitore. Ho di fatto imparato a fare l’orientatrice, per cercare di capire i settori e gli indirizzi richiesti. Dopo tutto bisogna sapere anche non fare perdere tempo alle persone qualora certe aspettative siano difficili da concretizzare. Tra gli utenti non trascurerei anche quella fetta di occupati che vogliono cambiare lavoro oppure specializzarsi.

Ci sono degli atteggiamenti in particolare che vorresti descriverci?

Spesso il disoccupato è arrabbiatissimo: pensa che noi siamo un’agenzia del lavoro e non formativa. A lui dobbiamo spiegare chi siamo e cosa facciamo, forse possiamo essere persino più di aiuto di un’agenzia per il lavoro. Poi ci sono quelli che vogliono iscriversi a un corso per l’Ecdl ma non sanno cosa sia Eipass. A quel punto lo spiego e poi magari si iscrivono.

Il passaparola è importante?

Altroché! Per fare un esempio: nei giorni scorsi si è presentato un ragazzo che, dopo aver preso parte a un corso Eipass, si è iscritto a uno di formazione lavoro. con lui c’era la fidanzata, la quale a sua volta si è registrata per la certificazione informatica. I genitori di lui, a loro volta, sono nostri corsisti. Praticamente abbiamo messo assieme una famiglia intera!

È più difficile approcciarsi ai ragazzi più giovani, i cosiddetti ‘drop out’?

Non direi. Spesso non necessitano di essere accompagnati nella scelta, sono diretti nelle richieste e hanno amici che hanno già fatto i nostri corsi. Poi c’è chi dice “voglio andare a lavorare”, in quel momento cerco di mostrare al giovane anche le materie che si andranno a studiare. È basilare dire loro che devono studiare lo stesso, seppure in modo diverso, con l’aiuto di un tutor, e con un approccio diverso, ma c’è sempre da studiare. In ogni caso diamo rassicurazioni e non intimoriamo nessuno. Una curiosità: i ragazzi maschi si imbarazzano quando devono scegliere sul frequentare il corso di parrucchiere. Hanno bisogno di essere convinti…

Per chiudere, come procede la tua attività nel settore Eipass?

Da maggio 2018 sono esaminatore e formatore Eipass, affianco Marco Rotonda in questa mansione. Ho già dei miei corsisti, sta andando bene: conoscendo l’esterno, entrarci è stato facile.