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30 giugno 2019

Sara Marcheschi: “IeFP, una formula che fa emergere le potenzialità del ragazzo”

Categoria: #foriumdalcomune

Il 30 giugno 2019 è il giorno in cui si chiudono le iscrizioni ai corsi IeFP triennali dedicati agli Under 18 promossi da Forium a Santa Croce sull’Arno, che nello specifico per l’anno scolastico 2019/202o sono “EA: Estetista Addetto” e “Mega” per tecnici meccatronici. In occasione di questa importante data, abbiamo intervistato Sara Marcheschi, 30 anni di Cascina (Pisa), la quale dallo scorso settembre segue come tutor i ragazzi del corso IeFP meccanico che ha chiuso da poco il primo dei tre anni di durata.

Sara è psicologa iscritta all’Ordine ed esercita anche la sua professione in uno studio privato a Ponte a Egola, nel comune di San Miniato.

Puoi spiegarci il tuo ruolo in breve?

Seguo da vicino il corso di addetto meccanico per le macchine conciarie. In questo corso triennale Iefp presto la mia opera con i 24 ragazzi Under 18 che lo frequentano: una classe vera e propria. Mi sono trovata per la prima volta a lavorare con una formula di questo tipo, in passato sono stata in una comunità con minori e poi a scuola per molto tempo. La fascia di età la conoscevo, ci avevo già lavorato in passato. Sono con loro per tutto il tempo che passano a scuola, supervisiono i laboratori alla CM Tannery e a Poteco, supporto i corsisti in tutte le difficoltà, dal semplice reperire il materiale ad affrontare le situazioni scolastiche che li mettono in crisi, nel rapporto con le famiglie, come mediatrice delle dinamiche di gruppo. Questo lavoro mi impegna per oltre trenta ore settimanali e il mio intervento non si ferma neppure alla fine dell’anno scolastico…

Come sei arrivata a questo corso?

Collaboro con Forium da settembre: sono entrata in contatto con loro tramite un articolo sul sito di Forium in cui veniva riportato che cercavano tutor: l’ho trovato tramite la pagina Facebook (tra l’altro sono aperte adesso nuove selezioni, clicca qui per approfondire, ndr). Sono stata catapultata nel ruolo a cosa quasi iniziate ma poi è andata bene.

Quali sono le difficoltà maggiori incontrate?

La difficoltà più grossa è stata l’iniziale mancanza di fiducia in loro stessi, la richiesta è quella di essere considerati, di essere visti dall’adulto per quello che sono e non come ragazzini con disturbi dell’apprendimento ai quali fa fatica andare a scuola. Per molti di loro, questo corso rappresenta la seconda chance, ma anche la terza o la quarta… Sono tutti maschi e il contesto fa sì che i contatti tra loro siano molto fisici, il linguaggio tenda a essere torpido e ciò li espone al rischio di atti di bullismo. Ci abbiamo lavorato fin dall’inizio: nelle prime settimane abbiamo fatto un lavoro di costituzione del gruppo e dello spirito cooperativo. Questa è la dimostrazione che quando si previene si riesce ad arginare il problema.

Come presenteresti la formula dei corsi IeFP?

È una formula strana, perché c’è una collaborazione tra l’agenzia di formazione professionale Forium con l’istituto superiore “Cattaneo” di San Miniato, la classe è mista e conta su varie appartenenze culturali e sociali: diciamo assomiglia molto alla scuola classica. All’inizio capire questa modalità di formazione non è semplice, né per i ragazzi, né per noi che seguiamo il corso. Abbiamo trovato dei punti di incontro e collaborazione da parte di tutti gli attori in gioco e abbiamo chiuso il primo anno con un buon grado di successo: sono rimasti tutti i ragazzi che hanno iniziato a settembre, nessuno è stato bocciato. C’è inoltre tanta sinergia a scuola tra gli insegnanti e chi si occupa dei laboratori.

Formula vincente quindi?

Emerge dalle aziende nostre partner che la formula mista tra addetto conciario e addetto chimico è una sinergia vincente. I percorsi sono sempre stati separati e invece alle due professioni un’infarinatura dell’altra è estremamente utile per la progettazione del prodotto finale.

Per il prossimo anno scolastico però non è stata finanziata una nuova classe prima per questa tipologia specifica di corsi…

Direi che sia un peccato non mantenere la continuità del percorso. A livello educativo questa è un’opportunità tolta a tanti ragazzi che hanno visto i loro compagni fare buone cose e che vorrebbero accedere. La continuità educativa è fondamentale: i ragazzi fanno lezione nelle aule del “Cattaneo” e hanno avuto modo di incontrarsi con coetanei che seguono invece l’istituto tecnico tradizionale. Studenti delle superiori hanno chiesto di incontrare me o il dirigente scolastico chiedendo di passare all’IeFP meccanico ma non possono, proprio perché per il prossimo anno non è stato previsto. L’auspicio è che ci sia un solo anno di buco e che nel 2020/21 ci possa essere di nuovo questa possibilità.

Come ti sei trovata in Forium? Cosa vorresti dire ai nuovi aspiranti tutor?

Non avevo ben chiaro inizialmente il compito di un’agenzia formativa. Il punto di forza sta nel numero ridotto di studenti nelle classi, facendo sì che i percorsi siano quasi individuali. C’è attenzione al singolo, al gruppo e alla formazione. La specifica del ragazzo emerge sempre, specie in quelli che hanno avuto molti fallimenti e poi ritrovano fiducia in loro stessi. Forium è ben inserita e ha un’ottima rete con il territorio, con un ponte tra formazione e lavoro che manca solitamente alla scuola classica.

“Cattaneo” e Forium sono un esempio di collaborazione tra scuola pubblica e formazione privata. Cosa dimostrano al panorama educativo toscano (e non solo)?

Ci vuole forza di volontà per creare una sinergia tra la scuola e le agenzie di formazione. Il “Cattaneo” e la Forium non hanno trovato la formula magica, si sono solo chiesti come essere utili reciprocamente, mettendo avanti sulla scala delle priorità i ragazzi e le loro necessità. L’importante è fare in modo che gli studenti possano avviare un percorso, che si concluda con l’ottenimento di qualifiche e la maturazione di solide competenze.