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15 luglio 2019

Valerio Ianitto: “Tante opportunità dai corsi drop out, altro che scuola di serie B!”

Categoria: #foriumdalcomune

Qual è il tipo di istruzione che viene offerta ai ragazzi con meno di 18 anni che non terminano gli anni di obbligo scolastico, come per esempio quelli del corso “Camminare” le cui iscrizioni sono aperte fino al 31 luglio 2019? Lo abbiamo chiesto a Valerio Ianitto, 45 anni, di Livorno, storico collaboratore dell’agenzia Forium di Santa Croce sull’Arno e docente in questo tipo di percorsi.

Come è iniziato il tuo cammino?

Circa dieci anni fa Forium cercava nuovi tutor (come adesso, clicca qui per approfondire): all’epoca lavoravo come formatore all’Istituto degli Innocenti di Firenze. In verità ho ricoperto questo ruolo in Forium quasi da subito, prima come formazione insegnanti, poi nell’orientamento scolastico e infine nei corsi per drop out, in cui mi occupo dell’asse linguistico e storico-sociale. L’obiettivo con i ragazzi di questi corsi è quello di recuperare le competenze scolastiche con percorsi modulabili.

Come si sviluppa la didattica in questi corsi?

Principalmente bisogna motivare i ragazzi: hanno bisogno di imparare la gestione delle emozioni, delle conflittualità e di loro stessi. Spesso non sanno nemmeno come muoversi in ambiti lavorativi e hanno difficoltà a relazionarsi. Nel giro di due anni di corso però, si possono ottenere degli sbocchi niente male.
Le attività vengono divise in unità formative dalle 10 alle 25 ore, al termine di ognuna c’è un test da superare di verifica competenze. Le lezioni non sono quasi mai frontali, facciamo momenti di simulazione, gioco, troviamo elementi di interesse. Le simulazioni fanno emergere le problematiche, come per esempio quando facciamo alcuni casi pratici come “il cliente scontento”.

Qual è il ruolo del tutor in questi corsi?

È fondamentale. È con lui che l’insegnante concorda la metodologia di insegnamento, mettendo i ragazzi al centro, facendoli sentire accettati, creando le condizioni per formare il gruppo. Ci sono ragazzi che hanno subìto bullismo o sono comunque stati messi all’angolo nel corso della loro vita o dagli adulti o dai compagni. Forium è meravigliosa da questo punto di vista, perché non è comune che il tutor sia presente in tutte le ore di docenza. Il tutor è il punto di unione tra ragazzi e docente, risolve i malintesi, agli insegnanti dà spunti sui ragazzi, anche perché tra loro possono esserci casi di DSA o BES. Forium così facendo mette al centro la relazione umana.

Le iscrizioni al corso “Camminare” per tecnico calzaturiero sono ancora aperte fino a fine luglio 2019. Quali sono i punti di vantaggio per chi lo frequenta?

Camminare” offre importanti opportunità. Essendo in collaborazione con Poteco, c’è una filiera sperimentale che ti introduce già ai macchinari di quella reale: è come entrare in un calzaturificio. Vengono fatte lezioni di scelta della pelle, di taglio, di cucitura, abbiamo fatto una visita in azienda ed è stato interessante. I corsisti possono sperimentare e imparare un mestiere interessante e con varie professionalità: disegno, cucitura, e altro ancora.

Su tutti, qual è il vantaggio principale per i ragazzi che frequentano questo tipo di corsi offerti dall’agenzia Forium?

Un punto di forza è legame concreto con il tessuto produttivo territoriale, con molte ore in laboratori assieme a persone provenienti dalle aziende. Allo stage i ragazzi si mettono in gioco ma tanti poi restano in azienda. In due anni, tre per i corsi IeFP, capita di lasciare dei giovani che, partiti demotivati, si ritrovano con un lavoro. Cambiano vita nel giro di due anni. Certo, i percorsi formano persone specializzate in un settore specifico e questo aspetto è valido se c’è un forte legame con il territorio e il suo tessuto produttivo.

Quale messaggio dare ai genitori dei papabili corsisti?

La proposta è allettante, l’età è critica e se i figli non si attivano rischiano di non fare nulla dalla mattina alla sera. Da valutare nella scelta anche le tempistiche, in pochi anni si raggiungono competenze per lavorare.

Il rischio spesso è questa scelta venga vista come di serie B rispetto alla scuola superiore tradizionale…

Sono diverse le finalità, non è una scuola di serie B. A chi frequenta questi corsi nulla toglie di continuare poi gli studi. Le qualifiche europee ti permettono di farlo. Anche questo forse va chiarito ai genitori, che c’è un titolo al termine del percorso. Il pezzo di carta conta ancora…

Sei impegnato anche con il progetto “Orienta il tuo futuro“. A che punto siamo?

Mi sono occupato di orientamento universitario in varie località della Toscana. Continueremo anche prossimo anno per illustrare i corsi universitari e quelli intermedi. Abbiamo cercato di aiutare gli studenti delle superiori in un percorso di consapevolezza, rispondendo a una precisa domanda: “Cosa si fa dopo?”. A scuola vengono fuori i problemi di quell’età, in aspetto profondo è la dicotomia tra soldi e studio. C’è voglia di ascoltare, un bisogno di sapere cosa li aspetta dopo, senza paraocchi o con obiettività.