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15 giugno 2018

Filippo Gesi: “A scuola ti buttano su un banco, alla Forium mi hanno aiutato a crescere”

Categoria: #foriumdalcomune

Filippo Gesi, 19 anni di Pontedera, è tra i dieci diplomati del progetto Life di Santa Croce sull’Arno dedicato ai ‘drop out’ e con indirizzo formativo in addetto alla ristorazione. Filippo ha concluso brillantemente un cammino scolastico particolarmente ostile, riuscendo a guadagnarsi un titolo da spendere nel mercato del lavoro. È lui il protagonista della prima intervista #foriumdalcomune del mese di giugno.

Come era iniziato il tuo cammino scolastico?

Mi ero iscritto all’istituto agrario e successivamente  al socio psico-pedagogico, con poca fortuna. Poi tramite il progetto ‘Garanzia Giovani’ della Regione Toscana sono arrivato a Forium  e nel giugno del 2016 ho iniziato il corso.

Che differenze hai notato tra i primi anni di istruzione e questo corso biennale?

Questi due anni mi hanno cambiato, tranquillizzato, permesso di imparare un metodo di studio. Nel percorso scolastico tradizionale mi sono sentito buttato su un banco e via, mentre alla Forium mi sono stati dietro. Se vedono qualcuno che resta indietro, ti aiutano per portarti avanti. Dimostrano di fare il loro mestiere non solo come un lavoro,  ma facendolo anche bene.

Qual è stato lo ‘scatto’ tra la tua vita passata e l’oggi?

All’inizio non avevo preso sul serio questo corso, sentivo addosso a me solo peso e pressione legato al contesto, alla famiglia. Poi sono sopraggiunte la voglia e la soddisfazione personale, parallelamente ho iniziato a vivere da solo e sono emerse tutta una serie di necessità della vita, tra cui prendere un diploma per inserirsi nel mondo del lavoro.

Ti sei trovato bene con gli stage e i compagni?

Con i ragazzi si è creato un clima sereno privo di rivalità. Nei tre tirocini in altrettanti ristoranti ho notato atteggiamenti diversi, non tutti mi hanno seguito allo stesso modo.

Come eri arrivato a scegliere questo ambito lavorativo?

Avevo lavorato come barman in discoteca, mi piaceva continuare a stare al pubblico piuttosto che andare in fabbrica, dove ogni giorno si fanno le stesse cose. Così ho scelto questo percorso, stimolato dalla passione nata cucinando per me. La mia specialità è il ragù, ma anche sul pesce all’isolana me la cavo…

Secondo te una qualifica per lavorare in ristorazione è necessaria?

L’ambito della ristorazione offre molta disponibilità di lavoro, ma con una qualifica in tasca hai meno concorrenza. Alla Forium non ho appresto tanto materie didattiche classiche quanto quelle specifiche, come le tecniche di conservazione degli alimenti in ambito ristorazione, venendo a scoprire cose che non mi aspettavo. Pensavo che tutto fosse più semplice, quando invece sono necessarie precisione, voglia e passione.

E adesso che succede?

Dopo l’esame del 25 maggio ho fatto delle prove lavorative in vari ristoranti e alberghi, non gli stessi dello stage. Dovrò abituarmi a fare le vacanze in periodi diversi dell’anno, ad aspettarmi paghe diverse a seconda del periodo dell’anno. Ma va benissimo così.