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30 dicembre 2020

Gaia Lucchesi racconta il corso “Stile”: “Il mio sogno? Lavorare per il settore dello spettacolo”

Categoria: #foriumdalcomune

Il 2020 #foriumdalcomune si conclude con il racconto che Gaia Lucchesi, 20 anni di San Romano (Pisa), ci ha fatto della propria esperienza al corso “Stile”. Nelle scorse settimane, grazie all’agenzia formativa Forium, è riuscita a ottenere la qualifica di acconciatore in un progetto finanziato dalla Regione Toscana tramite risorse POR-FSE 2014-2020 nell’ambito di “Giovanisì”.

Gaia, come sei arrivata a conoscere Forium?

Inizialmente mi sono iscritta a un corso di economico-sociale e poi al linguistico, poi ho lasciato la scuola. Avrei voluto fare l’estetista, ma quando sono andata al Centro per l’Impiego non c’erano offerte se non questa di “Stile”. Rimanere comunque sul tema della bellezza e della cura del cliente mi piaceva e poi comunque i capelli e la loro cura mi sono sempre piaciuti molto.

Quali difficoltà hai incontrato nella scuola superiore?

Principalmente il rapporto con i professori. Tendenzialmente non sono una che sta molto sui libri, prediligo sempre la parte pratica. Nei corsi professionali la teoria si studia diversamente, non viene fatta pesare troppo, le spiegazioni sono più “tranquille” e con i docenti si creano rapporti. 

Cosa ne pensi del ruolo del tutor?

All’inizio non capivo la sua importanza, mi dicevo che comunque siamo grandi e capaci di gestirci in maniera autonoma. Nel tempo è diventata una figura di riferimento, per me e per la classe, è stata capace di creare coesione. Credo che sarebbe utile introdurlo anche alla scuola “tradizionale”.

E del valore dello stage?

Dove sono stata ospitata io ho imparato molto, ma non mi sono trovata molto bene. Ho sostenuto ritmi duri di lavoro e questo ci sta, fa parte del gioco. Qui ho appreso soprattutto come fare le pieghe, apprezzato moltissimo il taglio, anche se il mio cuore resterà sempre per la parte del colore.

In mezzo al corso è arrivata la pandemia. Come l’avete gestita?

Nella prima ondata dell’emergenza Coronavirus mi era dispiaciuto non poter continuare, come da abitudine, a recarsi al laboratorio a fare pratica tutte assieme, in più dovevamo recuperare delle ore di teoria. La formazione a distanza non è stata semplice, le lezioni erano intense e concentrate in 2-3 ore, qui però spezzo una lancia a favore dei docenti che i quali hanno cercato di renderle il più seguibili possibile. Ho dovuto fare anche l’esame a distanza, a differenza delle compagne, ed è stato un po’ triste perché mi sarebbe piaciuto essere là con loro.

Quali sono i compiti per il 2021?

Andare a portare in giro un po’ di curricula, vorrei continuare a fare la gavetta. Il desiderio per il futuro è quello di aprire un salone oppure di poter lavorare al servizio del mondo dello spettacolo. Ma prima bisogna macinare esperienza.

Consiglieresti questa tipologia di corsi?

In generale sì, seppure abbia vissuto l’esperienza con alti e bassi posso dire che nel momento del bisogno la Forium c’era sempre. Sono occasioni giuste per chi vuole puntare dritto alla pratica e al mondo del lavoro. Infine sono molto grata alla Regione Toscana per averci fornito un “borsone” pieno di materiale scolastico in maniera gratuita.