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30 marzo 2020

Docenze al tempo di Covid-19. Laura Benedet: “Bella reazione degli studenti”

Categoria: #foriumdalcomune

In questa puntata di #foriumdalcomune non potevamo non tener conto dell’emergenza Covid-19 che ha interessato a marzo 2020 tutta la didattica dell’agenzia formativa Forium di Santa Croce sull’Arno, la quale è proseguita anche a distanza e con altre metodologie. Tra i docenti che si sono ritrovati ad affrontare questo periodo così particolare e difficile c’è anche Laura Benedet, 48 anni di Empoli, che insegna inglese in alcuni dei corsi gestiti dall’agenzia. Le abbiamo fatto alcune domande per capire come si fa didattica in un momento delicato come questo.

Come state gestendo la didattica in questo periodo così particolare?

Abbiamo attivato un gruppo Whatsapp dei docenti e un altro per le ragazze del corso IeFP per estetiste. Carichiamo materiali di cose da fare, ma senza appesantirle. È complicato, queste studentesse sono abituate a essere seguite personalmente. Superate le difficoltà tecniche, i ragazzi in generale ci stanno sorprendendo, un po’ perché si annoiano e un po’ perché vorrebbero dare un senso di continuità. Non vogliono arrendersi a qualcosa di più grande per loro. Diamo da svolgere compiti per una materia per volta: per esempio, si stavano impegnando su un lavoro di anatomia, c’erano difficoltà tecniche nell’aprire un file, ma non si arrendono, lo vogliono fare. I ragazzi mi chiedono i materiali di inglese, ci tengono. Ci sono poi delle difficoltà: non tutti sono attrezzati. Fortunatamente al corso IeFP delle estetiste ognuno ha il tablet del corso e questo le aiuta. Strumenti come Drive, Google Classroom o Xoom permettono di fare lezione con tante persone.

Lei fa decenza anche nei corsi IeFP con casa base al “Cattaneo” di San Miniato. Lì come procede in questo periodo?

Anche in questo caso stiamo cercando di introdurli alla didattica a distanza: stavano per andare a fare gli stage in azienda, ciò nonostante hanno dimostrato di cercare una “parvenza” di normalità. I ragazzi mi mancano tanto, sono entrata nei gruppi Whatsapp non solo per loro, ma anche per me in questa situazione. È veramente importante la collaborazione con i vari tutor, un valore aggiunto anche per gestire la didattica della classe, un grandissimo vantaggio rispetto alla scuola tradizionale.

Che succederà dopo l’emergenza Coronavirus?

Impatto sarà indifferente al rientro dal periodo di Covid-19. Più lunga è la “reclusione” e più lunga sarà la reintroduzione degli studenti. Forse ci sarà una maturità diversa: a loro è toccata una situazione che a noi non c’è mai capitata. I drop out sono usciti dal circuito della scuola perché hanno un’aspirazione forte di movimento: c’è gente felice di stare in ambienti di lavoro e per loro è difficile restare a casa, non sono abituati a stare fermi. Le ragazze di ESTRO avevano iniziato da poco gli stage. Comunque devo dire: tanto di cappello a questi ragazzi perché hanno grandi risorse. Difficile però sarà riprendere un ritmo interrotto repentinamente.

Accantoniamo l’argomento. Qual è la sua esperienza e come è arrivata a Forium?

Avevo iniziato nel 2018 come docente per altre agenzie, ma ho una grande esperienza in vari ambiti del turismo, del wedding planning per stranieri, nell’affitto di case vacanze per conto di agenzie estere. È sempre stato il mio sogno insegnare, poi per vari motivi presi altra strada e ora, che me lo potevo permettere, ho intrapreso anche questa professione. Forium cercava un insegnante di riferimento per l’inglese ed eccomi qua da marzo 2019. In alcuni corsi, come “Sapori”, ho anche fatto lezioni di francese. Ho lavorato anche con le ragazze dei percorsi “Estro” e “Stile”, oltre che con quelle dell’IeFP “EA: Estetista Addetto” e per “Pro.wed”, dedicato agli adulti e specializzato nell’ambito matrimoni e cerimonie.

Come si trova con la didattica?

La adatto a seconda dei gruppi. Diversi sono i livelli di lingua straniera tra i ragazzi e vario e anche l’indirizzo della classe. Con le ragazze di “STILE” ed “ESTRO” ho fatto un lavoro specifico sul glossario tecnico e sull’approccio: prendere appuntamenti o accogliere un cliente. Con i ragazzi di “SAPORI” abbiamo preso un ordine di servizio utilizzato in passato come wedding planner per vedere come vengono fatti apparecchiatura e servizio: a loro servirà perché avranno a che fare con gli stranieri. I ragazzi inizialmente pensano che l’inglese non serva, ma se hanno aspirazioni sarà loro fondamentale. Pensiamo per esempio alle navi da crociera o ai villaggi turistici. Più complicato per il francese che i ragazzi lo vedono poco utilizzabile nel pratico.

Come si insegna una lingua straniera a studenti non di origine italiana?

È molto difficile insegnare una lingua straniera… a uno straniero. Devo passare spesso dall’italiano per spiegare, ma il mio approccio è quello di tradurre meno possibile. Facciamo conversazione, utilizziamo video e audio, cerco di fare giri di parole in inglese per spiegare. Lo straniero in Italia è però più abituato a parlare un’altra lingua rispetto a quella materna, per un italiano è invece più facile spaventarsi. Il francese, in questo caso, torna utile quando ho a che fare con i ragazzi che sono originari dell’Africa, che si approcciano a una lingua senza difficoltà.