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30 novembre 2018

Roberto Finocchi: “Un PTP crea il ponte che serve tra scuola e lavoro”

Categoria: #foriumdalcomune

Roberto Finocchi

Tra i tanti progetti in cui l’agenzia Forium di Santa Croce sull’Arno (Pisa) è coinvolta troviamo anche il Polo Tecnico Professionale (acronimo PTP) interprovinciale di Pisa, Firenze e Pistoia “Pro.Mo.”, legato alla filiera della moda. Si tratta di una realtà, sostenuta dalla Regione Toscana, che mette in contatto le scuole, le realtà formative accreditate e il tessuto economico, con l’obiettivo di favorire la sinergia a vantaggio degli studenti, in modo tale da potersi inserire nel mercato del lavoro con maggiore facilità.

Roberto Finocchi, 53 anni di Ponsacco (Pisa) è dal 2002 docente di laboratorio di chimica all’istituto superiore “Carlo Cattaneo” di San Miniato (Pisa) ed è uno dei principali attori operativi di questa sinergia. Per #foriumdalcomune abbiamo deciso di scambiarci due parole per meglio spiegare nel dettaglio di cosa si tratta.

Quali obiettivi si pone il PTP e cosa si è creato?

Ricopro la figura del coordinatore è il nostro compito è quello di creare una rete che da quattro anni lavora assieme e riesce di media ogni due mesi a farci incontrare a un tavolo operativo. Ci sono scuole come la nostra, il “Sismondi Pacinotti” di Pescia, il “Pacinotti” di Pontedera, il “Checchi” di Fucecchio, l’Assoconciatori di Santa Croce e il Consorzio Conciatori di Ponte a Egola, Forium, Poteco e Modartech. Un tavolo permanente crea indubbi vantaggi garantendo un legame duraturo tra scuola e aziende.

Come si è sviluppato il progetto “Moda&Co.”?

Nell’ambito del PTP “Moda & Co.” ha rappresentato una esperienza importante perché ha permesso varie azioni, tra le quali quella di trovare una serie di sistemi di valutazione sull’alternanza scuola-lavoro. In base ai questionari fatti compilare alle aziende siamo venuti incontro alla domanda e all’offerta di lavoro. Siamo partiti dal presupposto che ogni azienda aveva una storia a sé, dovevamo creare schede facilmente compilabili. Allo stesso tempo la scuola aveva il compito di agire sulle materie legate alla domanda, soprattutto quelle tecnologiche e professionalizzanti. Insomma, aver creato un sistema efficace di valutazione dei bisogni in generale non è stata una cosa da poco”.

Quali sono i prossimi progetti del PTP?

Abbiamo in ponte “Promosì”, che mira a una maggiore promozione della governance dei poli. È inoltre in partenza “Promotion” che invece ha il compito di favorire l’attivazione dei contratti in duale, che prevedono di fare l’ultimo triennio di scuola superiore assieme all’apprendistato in azienda. Le aziende con questo progetto possono attingere a finanziamenti del Fondo Sociale Europeo destinati alla formazione dai quali altrimenti sarebbero esclusi. L’investimento regionale è cospicuo e coinvolge intere classi. Parleremo anche ai consulenti del lavoro per presentare il progetto e far capire i vantaggi economici, in modo da essere a loro volta promotori nelle aziende.

Che rapporti ci sono tra l’istituto tecnico “Cattaneo” e Forium?

La nostra collaborazione con Forium è storica e consolidata già da prima che partisse il PTP. Forium obiettivamente è un’agenzia in gamba nel creare i progetti, anche per le scuole. Poi riesce sempre a trovare questi acronimi così particolari… sono così tanti che a volte è facile anche perdersi (sorride, ndr)! Collaboriamo sotto tanti aspetti: per esempio al corso IeFP per operatore meccanico ci sono insegnanti misti di Forium e del “Cattaneo”. I ragazzi per alcuni giorni della settimana sono nelle nostre aule, studiano matematica, inglese e italiano con docenti del nostro organico. Questo fa sì che l’offerta formativa sia la più ampia possibile.

Quindi nessuna concorrenza con le agenzie formative, ma collaborazione.

Ci sono vari modi per fare didattica. Se un ragazzo è allergico alla scuola, posso provare di tutto, ma ci sarà sempre chi vorrà uscire dal sistema di istruzione classico. Allora o lo lasci solo a se stesso, oppure, come scuola, collabori con le agenzie formative e favoriamo l’inserimento dei “drop out”, insieme.

Considera la sua scuola un “modello”?

Il “Cattaneo” ha un istituto tecnologico molto legato al Comprensorio del Cuoio e da sempre dimostra livelli molto alti di placement: Eduscopio ci pone a un alto tasso di occupabilità, anche maggiore di altre parti d’Italia più industrializzate. Quindi abbiamo una base di partenza valida e, con la nascita dei PTP regionali, non si è fatto altro che “istituzionalizzare” Ciò che il Cattaneo faceva già. Possiamo dire dunque di essere un po’ degli antesignani. Gli obiettivi di questi progetti è abbattere la dispersione scolastica, una piaga che si vede poco ma è importante, su cui la Regione spende milioni di euro per intervenire. Come scuola cerchiamo di aiutare le persone a entrare in azienda e superare questa empasse.

Quanto ha inciso il sistema sociale del Comprensorio del Cuoio?

Noi siamo antesignani non tanto per merito della scuola, ma del Comprensorio che da anni lavora facendo rete e con una certa predisposizione alla collaborazione. L’insegnante entra in azienda, parla con essa, e fa un aggiornamento continuo e costante. Si crea un network tra imprenditori e insegnanti, tra aziende e scuola, per ridurre il divario tra due mondi apparentemente diversi. Il sistema virtuoso abbassa il divario. Nel 2002 la maggior parte delle persone vedeva il “Cattaneo” come un istituto di ragioneria, ora che siamo riconosciuti anche sulla parte tecnologica dimostriamo come il legame con il territorio sia stato sempre stato importante. Ai tempi c’erano aziende che avevano bisogno di piccoli ragionieri, come le banche e le stesse imprese conciarie. Poi abbiamo assistito a un’evoluzione. La scuola ha seguito il mutamento del territorio. Ho assistito in questi anni la nascita di Poteco, ai corsi per noi insegnanti in cui ci spiegavano cosa fosse il cuoio e il suo comprensorio: è stato un cammino congiunto che negli anni ci ha portato a fare questi sviluppi, parlando e collaborando con tutti gli attori socioeconomici della zona, pronti all’ascolto e senza mettere pregiudiziali.