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15 aprile 2020

Giuseppina Tofalo: “Esempi pratici per un valido insegnamento del diritto”

Categoria: #foriumdalcomune

 

Dovendo ancora combattere, gioco forza, con l’emergenza Coronavirus, si studiano modalità per intrattenere gli studenti rendendo le loro lezioni a casa più interessanti possibili. Anche i docenti si devono adeguare: dopo aver parlato con Laura Benedet lo scorso 30 marzo, torniamo sull’argomento con Giuseppina Tofalo, avvocato 36enne di Empoli, titolare di uno studio a Ponte a Egola, collaboratrice dell’agenzia Forium di Santa Croce sull’Arno per quanto riguarda le lezioni di diritto per i propri corsi.

Avvocato, come si fa lezione ai tempi di Covid-19?

Ci siamo riorganizzati nel corso delle ultime settimane. Tra i ragazzi a cui faccio lezione ci sono anche quelli dei corsi IeFP dell’istituto “Carlo Cattaneo” di San Miniato. Con loro ho pensato ad attività interattive, come far mettere in pratica un contratto di regolamentazione di parti meccaniche all’estero, come se i ragazzi dovessero essere all’interno di un ufficio legale aziendale. Non amando la scuola tradizionale, cerchiamo di renderla loro stimolante e curiosa. Gli strumenti informatici non hanno tutte le caratteristiche della lezione in presenza, ma dovendo fare gioco forza spero che qualche ora di lezione “distragga” un po’ gli allievi dalla monotonia quotidiana dello stare in casa. Sono entusiasta di poter fare ancora lezione con loro ma, ammetto, mi manca il loro baccano in aula.

Avvolgiamo il nastro. Come è nata la collaborazione con Forium?

Iniziò una decina di anni fa, ero ancora studentessa di Giurisprudenza e avviai un rapporto con loro insegnando italiano agli stranieri. Poi terminati gli studi ho intrapreso la carriera forense prima come praticante e poi con l’esame di abilitazione. Forium, sapute le mie evoluzioni, mi ha offerto di fare docenze di diritto. E quindi eccomi qui.

Come riesce ad alternare le attività di legale e docente?

Ammetto non sia semplice, ma è stimolante perché le due professioni sono ben distinte tra loro. Il trait d’union è la passione che nutro nei confronti del diritto ed è quanto voglio far emergere nel corso delle lezioni in quanto i ragazzi vedono la materia come difficile e noiosa. Per quello porto esempi concreti, facciamo pratica, svincolandosi da sforzi mnemonici su codici e leggi. Poi nel resto della vita sono un avvocato specializzato in consulenza aziendale e diritto penale d’impresa.

Facciamo un esempio: come spiega diritto a una studentessa di un corso per estetista?

Facendo come ho detto prima casi pratici. Penso al diritto del lavoro, per cui i corsisti devono sapere leggere un contratto, conoscere i loro diritti e doveri. Poi la questione della privacy, sempre più fondamentale: pensiamo a quando un cliente chiede un determinato trattamento o l’utilizzo di foto sui social relative all’attività commerciale. Non solo il mondo della bellezza: oltre al corso IeFP “EA: Estetista Addetto” e al progetto “Stile” per drop out, insegno anche al corso “Sapori” e negli anni passati anche agli aspiranti carrozzieri di “Smart Car”. Tutti non si aspettano che nel loro percorso sia previsto l’insegnamento del diritto e il legame con la loro futura professione. Poi però fanno loro gli insegnamenti, ognuno con i propri tempi. Quando poi acquisiscono consapevolezza, c’è anche chi mi chiede consulenza per motivi personali o familiari.

Legalità a scuola significa anche contrasto al bullismo. Come affrontate la questione?

Serve molto tatto e delicatezza. Nelle classi si trovano giovani con pregresse esperienze come vittima di bullismo. Noi lo scoraggiamo spiegando ai ragazzi i pericoli di determinati comportamenti e i loro risvolto giudiziari. Forium è estremamente attenta alla tematica e il fatto di essere affiancata da una tutor che tiene attenzione alle dinamiche interne della classe è di aiuto. Vedo i ragazzi due ore alla settimana, a me possono sfuggire certe dinamiche, ma la tutor mi dà conto di quanto avviene nella classe e posso affrontare la tematica in maniera indiretta, richiamando per esempio ad articoli di giornale. Non è detto infatti che un intervento diretto venga preso positivamente da chi è in classe.