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30 dicembre 2019

Simona Volpi: “La mia esperienza nelle HR a disposizione degli studenti”

Categoria: #foriumdalcomune

Concludiamo il 2019 di #foriumdalcomune dando spazio a un nuovo protagonista del progetto “Orienta il tuo futuro”, di cui l’agenzia Forium di Santa Croce sull’Arno è capofila. È un percorso sostenuto dalla Regione Toscana e che coinvolge i quattro atenei pubblici in modo da aiutare i giovani delle scuole superiori in una scelta consapevole del cammino universitario o comunque della strada da intraprendere dopo il diploma. Dopo la “junior” Rosaria Anghelone, è il momento di parlare con la “senior” Simona Volpi, livornese, esperta nella selezione del personale e che ha aderito a questo progetto.

Ci può spiegare la differenza tra orientatore senior e junior?

Oltre che anagrafica, riguarda anche quelle che sono le esperienze lavorative. Gli orientatori senior operano già nelle risorse umane, nel mio caso anche nella selezione del personale, e hanno una conoscenza diversa di quello che è il mercato del lavoro post periodo di studi. Gli orientatori junior sono invece persone neolaureate, fresche dal percorso universitario e quindi con una memoria storica diversa rispetto alle esperienze dello studente.

Cosa vi chiedono principalmente gli studenti delle superiori?

I ragazzi hanno una forte necessità di essere orientati e partono dicendo che non sanno cosa fare. Lì entra in gioco il nostro ruolo. Iniziamo con domande tipo: hai già escluso a priori l’università? Oppure: pensi già al mondo del lavoro? E già lì iniziamo ad orientarli. Poi facciamo altri quesiti, come: università umanistico o scientifica? Magari a indirizzo tecnologico? Già lì si iniziano a delineare quelli che sono gli interessi. Le domande che ci fanno riguardano perlopiù la durata degli studi, il costo, le difficoltà e il placement post laurea, ovvero quanta occupabilità può dare un titolo di studi una volta terminato il percorso.

Avete avuto dei momenti aggregativi in questi due anni tra orientatori. Qual è il tuo giudizio?

Quelle nel Mugello e a Massarosa sono state esperienze molto positive. Il teamwork è uscito fuori in modo forte. Per quanto mi riguarda è uno scambio continuo, posso avere maggiore esperienza io su certe cose ma anche gli altri possono dare a me, come il dinamismo, la freschezza, la volontà, tutto quel sapere e fare che noi potremmo anche aver perso. Momenti utilissimi proprio per creare gruppo ed essere maggiormente interattivi durante i laboratori. È capitato di essere in determinati contesti magari per la prima volta in cui si collaborava insieme, per cui se c’è già un’intesa prima, con un modus operandi condiviso di comune accordo, poi riusciamo a condurre meglio le attività in classe.

Il prossimo evento del progetto è in programma il 27 febbraio a Livorno.